Lago di Pilato

Il lago di Pilato e il Chirocephalus Marchesonii

Il Lago di Pilato è situato a 1941 m. slm., in una conca modellata dal ghiaccio, disposto in senso sud-nord, di forma e dimensione variabili a seconda della quantità d’ acqua dovuta alle precipitazioni ed al disgelo.

Quando vi è abbondanza d’acqua, il lago ha una forma ad occhiale, con una strozzatura creata dal detrito di falda. Con la diminuzione dell’acqua, il detrito di falda emerge, e il lago si divide in due laghetti di forma circolare, con un diametro maggiore di oltre 300 m. e minore di quasi 100 m. La profondità massima è di 9 m.

L’intera area del Lago di Pilato ha un valore naturalistico inimaginabile, molte sono le varietà di vegetazione d’alta quota che qui crescono, sopratutto nei ghiaioni. Nel bacino del Lago si possono ammirare il Camedrio Alpino, la Genziana delle nevi, la Stella Alpina dell’Appennino, la Silene Alpina, il Salice Erbaceo, il Papavero Giallo dell’Appennino. Non difficile è incontrare nell’area volatili come il Fringuello Alpino e il Gheppio. Le Acque del Lago di Pilato costudiscono comunque il più importante dei suoi tesori, l’endemico crostaceo, il Chirocephalus Marchesonii.
Il Chirocefalo Marchesoni è un piccolo crostaceo rosso corallo, endemico del Lago di Pilato, in tutto il mondo vive solo in queste acque. Curioso è il suo metodo di nuotare con il ventre rivolto in alto. Raggiunge una lunghezza massima compresa tra 9 e 12 mm. Depone le uova lungo le sponde del Lago, queste si schiudono solo quando le condizioni ambientali sono favorevoli, solitamente in primavera o estate, tale caratteristica è cio che permette alla specie di sopravivere in un ambiente cosi ostile.

L’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini indica sette semplici regole da seguire durante le escursioni al Lago di Pilato:

  1. non scendere lungo i ghiaioni;
  2. riportare i rifiuti a valle;
  3. non lanciare pietre nel lago;
  4. non avvicinarsi alle sponde;
  5. non abbandonare i sentieri esistenti;
  6. non raccogliere fiori;
  7. non urlare o provocare rumori se non per motivi di assistenza o pericolo.

Le leggende del Lago di Pilato

Grandi sono le forze della Montagna, là la natura libera agisce con strapotenza; la stupidità dei preti condanna ciò come una stregoneria.

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