La Madonna della Cona

La prima festa della Madonna della Cona dopo il sisma

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IL TRICOLORE DEGLI ALPINI OMAGGIA LA MADONNA DELLA CONA

Non c’erano rappresentanti istituzionali di Norcia a celebrare la Madonna della Cona. C’erano quelli di Castelsantangelo sul Nera, giustamente in fascia tricolore, ma nessuno di Norcia. La ricorrenza storica che segnava anche il ritorno a casa, seppur momentaneo, dei Castellucciani esiliati, però, doveva comunque essere onorata in forma ufficiale. Così il popolo dell’altopiano ha pensato di utilizzare la bandiera italiana. Ma non una qualsiasi. Hanno scelto quella donata loro dagli Alpini del V Reggimento che per tutto l’inverno hanno custodito con passione e amore il paese. L’hanno dispiegata e poi divisa in tre parti. Poi hanno affidato un lembo a ciascuno dei tre rappresentanti della comunità di Castelluccio: a Roberto Pasqua, presidente della Comunanza agraria; a Giovanni Perla, presidente della onlus Per la vita di Castelluccio di Norcia; e a Diego Pignatelli, presidente della Pro loco di Castelluccio. Insieme hanno così sostituito le istituzioni comunali, assenti come ormai accade da mesi sull’altopiano. Un momento, tra i tanti, di commozione per questo 2 di luglio. Che se da un lato ha visto ancora le navette avere la priorità sulle persone di Castelluccio, Castesantangelo e dei Sibillini in generale, dall’altro ha sancito – non che ce ne fosse bisogno – il legame di sangue tra le persone e il loro luogo di vita e del cuore.

Perché barriere, posti di blocco, divieti e ordinanze ti possono tenere lontano da casa ma ottengono anche un altro risultato: non fanno che accrescere il tuo amore. Amore per Castelluccio e per le sue tradizioni esploso proprio in questa domenica speciale. Con le confraternite a sfilare, la messa celebrata nel prato vicino ai resti della chiesetta, su un tavolino trasformato in altare. E le tegole, salvate dalle macerie, a comporre una croce sul terreno. Raccoglimento e preghiera ma anche festa e tradizione. Con gli enormi pentoloni colmi di lenticchia e pecora accesi per il pranzo. Con i Castellucciani e le persone di Castelsantangelo sul Nera unite e radunate sui prati. Mentre poco più a valle, sul Pian Grande, anche oggi i turisti paganti hanno vagato sconsolati alla ricerca di una fioritura ormai spenta. L’ennesima prova che non tutto, nella vita, può essere venduto o comprato.

È stato insuperabile come sempre. Non ci sono parole per ringraziarlo. Possiamo solo ribadire di essere davvero orgogliosi del suo contributo. Anche l’idea di creare le fasce tricolori con la bandiera donatagli dagli Alpini è sua. E questa è un’ulteriore riprova della sua sensibilità e del suo amore per Castelluccio.

Il testo è di Alessio Pagani di genziana project.

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